COME CAMBIA IL RAPPORTO BANCA – IMPRESA DAL 01/07/2021

Con l’introduzione delle nuove linee guida dell’EBA (European Bank Authority) le banche si trovano a cambiare radicalmente il proprio approccio nella concessione di credito alle imprese. Queste novità in ambito finanziario verranno introdotte a fasi che si completeranno entro il 30/06/2024.

QUALI CAMBIAMENTI SONO STATI INTRODOTTI?

Fino al giugno 2021 le banche per la concessione del credito alle aziende valutavano il merito creditizio prevalentemente in funzione dei comportamenti passati, basandosi sui dati storici dei bilanci, sulla situazione presente in Centrale Rischi della Banca d’Italia ed in base alle garanzie personali rilasciate dall’imprenditore. Dal luglio 2021, pur rimanendo i dati storici elementi importanti per la valutazione della reputazione finanziaria dell’impresa, gli istituti di credito dovranno focalizzarsi prevalentemente su valutazioni prospettiche della capacità dell’impresa di rimborsare i propri debiti e di saper rimanere sui mercati in modo positivo. Questo cambiamento di rotta, che avrà ripercussioni dirette sul rapporto banca-impresa, è stato voluto per prevenire eventuali default, sia di banche che di imprese, come quelli che ci sono stati negli ultimi anni in diversi settori con danni considerevoli per operatori pubblici e privati.

COSA FARANNO LE BANCHE DAL 01/07/2021?

Le banche saranno costrette ad applicare procedure più rigorose nella concessione degli affidamenti, valutando le imprese in un’ottica previsionale (forward looking) allo scopo di individuare preventivamente situazioni di crisi e di default finanziario (early warning) verificando se l’impresa nel futuro sarà in grado di garantire la continuità aziendale (going concern). Sono proprio questi tre termini provenienti dal mondo anglosassone ad esprimere i principi delle nuove direttive EBA, che coincidono anche con quanto introdotto dal nuovo Codice sulla Crisi d’Impresa. In pratica le banche dovranno revisionare con periodicità più stretta gli affidamenti dando più enfasi ai flussi di cassa mensili, ai budget annuali e ai business plan a 2-3 anni. Verrà data più importanza ai dati qualitativi dell’impresa, quali la capacità del management, il clima aziendale, la qualità di clienti e fornitori, gli aspetti organizzativi e l’impatto ambientale e sociale che l’impresa genera.

QUALI CONSEGUENZE CI SARANNO PER LE IMPRESE?

Gli imprenditori per continuare ad avere credito dalle banche dovranno cambiare mentalità e cominciare a pensare alla pianificazione strategica e finanziaria della propria azienda. Fino ad oggi la maggioranza delle PMI (piccole e medie imprese) non hanno mai fatto una vera pianificazione del loro business, cogliendo le occasioni del mercato in tempo reale senza guardare a medio-lungo termine. Ora questo modo di fare impresa non è più possibile per chi vuole operare in modo vincente sui mercati. Oltre alle banche, ormai anche molti bandi a fondo perdutorichiedono parametri d’accesso valutabili soli con una corretta pianificazione ed un controllo di indici economico-finanziari periodico. Quindi ormai saranno meritevoli d’aiuto solo le imprese che sapranno dimostrare, con corrette previsioni revisionate periodicamente, la capacità di prevedere il proprio business e l’evoluzione del proprio mercato.

COSA DEVONO FARE LE IMPRESE PER ESSERE BANCABILI E MERITEVOLI DI SOSTEGNO?

Principalmente devono dotarsi di una struttura operativa ed organizzativa che si può riassumere nei seguenti strumenti:

Redigere periodicamente la propria “carta d’identità bancaria” allo scopo di gestire in modo oculato il proprio comportamento bancario per ottenere e mantenere una buona reputazione finanziaria anche in Centrale Rischi.

CONCLUSIONE

L’influenza di queste nuove direttive EBA interessa tutti i tipi d’imprese, dalle micro (esempio ditte individuali) alle grandi. La grande impresa già da decenni provvede alla pianificazione mediante specifiche figure aziendali (CFO); per la maggioranza delle PMI invece la pianificazione è una novità assoluta, che richiede l’intervento di consulenti specializzati. Per questioni di costi e di organizzazione la maggioranza delle PMI non potrà dotarsi di un’apposita figura interna, ma avrà la necessità, in tempi brevi, di professionisti specializzati esterni che le guidi in modo semplificato verso questo nuovo modo di fare impresa per poter continuare ad operare sul mercato.

Articolo di Andrea Ferrero 08.09.2021