ESG, PERCHE’ E’ IMPORTANTE PER TUTTE LE IMPRESE.

Negli ultimi tempi si sente spesso parlare di ESG (Environmental, Social, Governance) un acronimo che si può sintetizzare in due parole “Economia sostenibile”.
In futuro il valore di un’impresa non sarà dato solo dai numeri, ma anche dai dati qualitativi ESG del proprio business. Cambieranno i driver di valutazione da parte di tutti i soggetti, che siano investitori o clienti. Le banche, in seguito alle nuove direttive dell’EBA (European Bank Authority) hanno già riparametrato i propri criteri di valutazione con conseguenze dirette sui finanziamenti e sul rating bancario.

In sintesi:

E – indica attenzione agli impatti ambientali del business, quindi produrre riducendo gli effetti negativi sull’ambiente (inquinamento, spreco di acqua, utilizzo di fonti rinnovabili, gestione dei rifiuti, deforestazione, ecc.)

S – indica l’attenzione che l’impresa mette nei rapporti con la società e l’impatto sociale che genera (utilizzo di fornitori che non sfruttano i dipendenti, attenzione a condizioni adeguate di lavoro, attenzione ai diritti umani, rapporti con soggetti che sono lontani da sistemi di corruzione).

G – indica il sistema di gestione interna dell’azienda, intesa come etica nella gestione aziendale con un’amministrazione equa e paritetica nella gestione del personale (adeguate remunerazioni del personale, gratificazioni, salute e sicurezza sul lavoro, formazione, parità tra donne e uomini, welfare aziendale).

Tutti questi aspetti, che sembrano essere lontani per una PMI, in realtà avranno influenze dirette per tutti. Attualmente ragionare in ottica di economia sostenibile per molti sembra un’esclusiva della grande impresa, ma se consideriamo che la grande impresa chiederà ai propri fornitori di seguire le regole ESG, è evidente che tutte le imprese di una stessa filiera (che siano microimprese o PMI) dovranno adeguarsi se vogliono continuare ad operare sul mercato.

L’EBA ha già ordinato alle banche, con una guida specifica, di seguire i punti dell’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici e dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, favorendo la transizione verso le economie circolari e a basse emissioni di CO2. Il Green Deal punta a trasformare l’Europa nel primo continente neutro dal punto di vista climatico entro il 2050.

COSA IMPONE L’EBA ALLE BANCHE?

L’EBA ha imposto alle banche di essere attente alle tematiche ESG in quanto danni fisici causati da cambiamenti climatici possono avere impatti significativi sull’economia reale e sul settore finanziario. Le banche d’ora in poi devono valutare i rischi climatici, ambientali e sociali nella gestione del credito, considerando con attenzione la “continuità operativa delle imprese” e la “responsabilità legale” delle stesse e gli effetti che hanno sui flussi di cassa e la liquidità. La “capacità operativa” consiste nel valutare se un’impresa ha un rischio di essere bloccata per catastrofi naturali (alluvioni, grandine, tifoni, terremoti, siccità, ecc) o per il mancato rispetto di leggi e diritti. La “responsabilità legale” consiste nel valutare se l’impresa avrà problemi legali e di chiusure per non rispettare limiti di CO2 o per sospensione della produzione per problemi di smaltimento rifiuti, ecc.

COSA GUARDANO LE BANCHE IN FUTURO PER CONCEDERE CREDITO ALLE IMPRESE?

Non bastano più solo buoni numeri e indici a direzionare le scelte di credito degli istituti bancari, ora contano dati qualitativi del business quali:

QUALI SONO I RISCHI CHE GENERANO UN IMPATTO FINANZIARIO SULLE IMPRESE?

I rischi sono principalmente quello fisico ed il rischio di transizione. Rischio fisico rappresenta il rischio di calo di produttività e/o di interruzione di catene di produzione, con impatti importanti sulla liquidità dell’impresa dovuti a:

Si immagini, per esempio, per tutta la filiera legata all’agroalimentare l’importanza delle valutazioni dei rischi climatici, quali la siccità o la grandine, sui ricavi delle aziende. Rischio di transizione è il rischio legato alla valutazione delle scelte aziendali per indirizzarsi verso un’impresa più “sostenibile” e per assecondare i gusti dei consumatori. I più importanti rischi sono:

In ordine a quest’ultimo punto basti pensare alle conseguenze a livello di costi e scelte aziendali che le imprese hanno dovuto subire per sostituire l’olio di palma nei propri prodotti in quanto non più gradito dal consumatore.

QUALI CONSEGUENZE PORTANO TALI RISCHI ALLE IMPRESE?

Le conseguenze più rilevanti sono:

CONCLUSIONE

Le banche valuteranno l’impatto ambientale, sociale e di governo dell’impresa sui propri clienti assegnando un “Rating di sostenibilità” che va ad influenzare direttamente il Rating bancario classico. Sulla base di tale rating la banca applicherà condizioni più o meno vantaggiose a seconda del livello di attenzione dell’impresa alle tematiche ESG.

In sostanza le imprese che si orientano verso l’utilizzo di fornitori attenti alla sostenibilità, che applicano modelli di business più “green”, che sono attente all’impatto sociale che generano, che gestiscono il personale in modo rispettoso e paritetico, che hanno un’integrità morale e legale elevata, saranno quelle più bancabili e che accedono al credito in modo più economico.

Esempi concreti esistono già sul mercato del credito; per esempio il gruppo Intesa San Paolo eroga già finanziamenti legati alle tematiche ESG. Infatti sottoscrivendo tali finanziamenti rivolti alle imprese, sia grandi che PMI, se si rispettano gli obiettivi di miglioramento in tema ambientale, sociale o di governance indicando i risultati in bilancio nella nota integrativa, si ottengono immediate riduzioni dei tassi e si migliora il proprio rating bancario.

ESG non è solo una moda rivolta alle grandi imprese, ma è un modo concreto di rendersi bancabili a costi più bassi per ogni impresa, grande o piccola che sia.

Articolo di Andrea Ferrero 12.07.2022